ARCHIPELAGO: al via allo Squero di Venezia un nuovo ciclo di concerti

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Allo Squero, splendido spazio della Fondazione Cini di Venezia, si inaugura “ARCHIPELAGO”, un nuovo progetto voluto dall’Associazione Le Dimore del Quartetto, in collaborazione con la Fondazione Gioventù Musicale d’Italia e la Fondazione Walter Stauffer. Un ciclo di sei concerti (31 gennaio – 17 ottobre 2019) che coinvolge giovani gruppi da camera e solisti, tutti selezionati da Simone Gramaglia, viola del Quartetto di Cremona e direttore artistico de Le Dimore del Quartetto.

Che cos’è Archipelago?
«Il sostantivo pelago deriva dal latino pélagos che vuol dire mare. Abbiamo immaginato un “mare per gli archi” con la sua isola, un luogo ideale dove approdare ed esprimersi. Nessun luogo, meglio della Fondazione Cini con il suo splendido Auditorium, poteva rappresentare questo posto ideale questo Archipelago, appunto. Negli ultimi anni il numero di giovani che si dedicano alla disciplina del quartetto d’archi é di molto cresciuto, incurante di ogni crisi. Un segnale forte che bellezza e qualità non temono nulla e che possono invece portare benefici a chi decida di seguire, supportare ed investire in progetti che seguano questi due preziosi canoni».

Molto è stato fatto dall’Associazione Le Dimore del Quartetto presieduta da Francesca Moncada. 
«Sì, è vero. Da anni ormai con Le Dimore del Quartetto sosteniamo giovani talenti aiutandoli nel percorso di studio e di lavoro offrendo loro dimore dove studiare, borse di studio, collaborazioni con prestigiose Società Concertistiche. Adesso, una serie di concerti tutta “nostra” ci è sembrata un passo quasi obbligato e in coerenza con la nostra mission di supporto ai quartetti».

Con una piccola aggiunta: i solisti… 
«Proprio così. Spesso e volentieri, infatti, questi giovani e straordinari esecutori passano molto tempo a studiare il loro repertorio dedicandosi poco o per nulla alla Musica da Camera. Questo è un aspetto negativo perché suonare insieme ad altri aiuta a sviluppare qualità tecniche ed artistiche importanti anche per una carriera solistica. Prima fra tutte il saper ascoltare. Ecco allora che la serie di concerti Archipelago, vedrà sei tra i nostri ensemble provenienti da tutta europa “mescolarsi” con altrettanti giovani solisti di pianoforte, viola e violoncello. Il numero dei concerti, sei, vuole essere un omaggio a Franz Joseph Haydn che era solito comporre e raggruppare i suoi Quartetti per cicli di sei alla volta e che viene considerato il padre del genere del Quartetto d’Archi “scritti in una nuova e speciale maniera”».

Il 31 gennaio, lei accompagnerà il Quartetto Adrono. Cosa eseguirete?
«Di Claude Debussy il Quartetto per archi in sol minore op. 10 L 91 e di Brahms il Quintetto per archi n. 2 in sol maggiore op. 111».

Info: cini.it

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