6 maggio alla Scala: Semele di Händel per Opera San Francesco

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Dopo il debutto a Parigi e il sold out a Londra e Barcellona (qui il reportage di Biagio Scuderi), lunedì 6 maggio 2019 alle ore 20, il Teatro alla Scala ospiterà il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists per l’esecuzione straordinaria della Semele di Georg Friedrich Händel, oratorio profano in tre atti. A dirigere questa nuova produzione in forma semi-scenica sarà John Eliot Gardiner. La serata si inserisce all’interno del ciclo di iniziative per celebrare i 60 anni di attività di Opera San Francesco per i Poveri che a Milano offre assistenza gratuita e accoglienza alle persone in grave difficoltà.

Composta da Händel in un mese esatto sulla base di un libretto di William Congreve, a sua volta ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, la Semele debutta al Covent Garden il 10 febbraio del 1744 all’interno di un ciclo di concerti nel periodo di Quaresima. Seppur tradizionalmente definita come oratorio, la Semele si discosta da tale genere presentando aspetti propri dell’opera lirica e del dramma lirico e soprattutto trattando un tema non religioso bensì mitologico. Il soggetto è infatti la vicenda amorosa tra la mortale Semele e il dio Giove, ostacolata dalla gelosia della moglie Giunone: l’intrecciarsi della vicenda, che si concluderà con la nascita di Bacco, raccoglie aspetti tipici del racconto epico quali l’inganno, la seduzione e il labile rapporto tra umano e divino, ben distanti dai classici temi biblici dell’oratorio.

Il ruolo di Semele, che include arie spettacolari come “No, no, I’ll take no less” e “Myself I shall adore”, è affidato a Louise Alder, giovane soprano britannico rivelatosi a Glyndebourne e ascoltato più volte a Monaco e ai Proms. Carlo Vistoli, fresco del successo raccolto all’Opera di Roma come Orfeo, sarà l’Athamus di questa produzione. Le parti di Cadmo e di Sonno, che comprende la magnifica aria “Leave me, loathsome night”, saranno interpretate dal basso Gianluca Buratto. I ruoli di Giove e Giunone saranno affidati rispettivamente a Hugo Hymas e Lucile Richardot.

La regia dell’oratorio in versione semi-scenica è affidata a Thomas Guthrie, regista britannico già di casa alla Royal Opera House e fondatore e direttore artistico di Music and Theatre for All, ente benefico attivo nel rendere teatro e musica un vero collante sociale.

Opera San Francesco è una realtà fondata dai Frati Cappuccini per garantire ai poveri assistenza gratuita, accoglienza, ascolto e protezione. Il 20 dicembre 1959 ha aperto la sua prima Mensa dei Poveri in Corso Concordia, uno spazio capace oggi di servire fino a 2500 pasti al giorno a chi più ne ha bisogno. In questi 60 anni i servizi offerti dalla Onlus sono stati ampliati, con l’aggiunta di una seconda mensa, del Servizio Docce e Guardaroba e del Poliambulatorio. La Fondazione inoltre garantisce un supporto nel reinserimento nel mondo del lavoro e nella società, nella ricerca di una soluzione abitativa e gestisce un Centro Raccolta per indumenti e medicinali a beneficio dei poveri.

Le iniziative in onore dei 60 anni hanno preso il via con Volontario all’Opera per un giorno, una serie di giornate di volontariato che hanno visto coinvolte nel servizio figure del peso del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, Antonio Albanese, Demetrio Albertini e Enrico Bertolino e Lella Costa.  I festeggiamenti proseguiranno con numerosi appuntamenti cittadini per tutto l’anno 2019.

Ultima data della turnè 8 maggio 2019 all’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

Immagine di copertina Ph. Bruno Moussier

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